Turismo, il lavoro non si attrae con gli slogan: i giovani chiedono fiducia, formazione e prospettive

Relatori e studenti sul palco del TTG Travel Experience 2026 di Rimini per il panel Esistere senza filtri

Turismo, il lavoro non si attrae con gli slogan: i giovani chiedono fiducia, formazione e prospettive

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Turismo, il lavoro non si attrae con gli slogan: i giovani chiedono fiducia, formazione e prospettive

Al TTG di Rimini il confronto “Esistere senza filtri” tra imprese dell’hotellerie e studenti. «L’equivoco più grande è credere che non abbiamo voglia di faticare»: per superare la difficoltà di reperire personale servono impegni concreti da entrambe le parti.

«L’equivoco più grande è credere che non abbiamo voglia di faticare». La frase di Erika Dalla Costa, studentessa del Corso di Laurea in Hospitality Innovation and e-Tourism, erogato da Ca’ Foscari in collaborazione con SIO, sintetizza una delle questioni al centro del dibattito sul lavoro nel turismo: la difficoltà di reperire personale non si risolve soltanto cercando nuovi candidati, ma ripensando il rapporto tra imprese e lavoratori.

È il messaggio emerso martedì 14 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini durante “Esistere senza filtri”, il confronto tra leader dell’hotellerie e giovani talenti sulle aspettative delle nuove generazioni e sulle sfide del mercato del lavoro.

I numeri del settore: secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, nel 2025 le imprese del turismo hanno programmato circa 1,17 milioni di entrate. La difficoltà di reperimento dei profili resta strutturale, soprattutto nelle professioni operative dell’accoglienza e della ristorazione.

Da una parte le aziende, chiamate ad attrarre e trattenere competenze; dall’altra i giovani, che chiedono trasparenza sulle condizioni di lavoro, percorsi di crescita chiari, formazione e riconoscimento del merito. Un confronto che ha messo in discussione alcuni luoghi comuni sulla scarsa disponibilità delle nuove generazioni a impegnarsi nel settore.

Le imprese: ascolto e coerenza

«Dobbiamo cercare di ascoltare meglio e di parlare la stessa lingua, per poter gettare le basi di un nuovo patto generazionale», ha sottolineato Giulio Contini, Direttore Generale della Scuola Italiana di Ospitalità, uno dei moderatori dell’incontro.

Per Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, il management deve considerare prioritario anche il “cliente interno”: «Non basta raccontare il fascino del mestiere: occorre aprire le porte delle imprese, creare strutture di ascolto e coaching e accompagnare concretamente le persone nel loro percorso professionale».

Sulla coerenza tra aspettative e realtà si è soffermata Mariangela Pecora, HR Director Italy & Maldives di The Palace Company: «Per ricucire questa distanza dobbiamo garantire assoluta coerenza tra le promesse fatte in fase di selezione e l’affiancamento reale in struttura». Un passaggio decisivo per costruire credibilità e favorire la permanenza delle persone in azienda.

Per Marco Gilardi, Senior Vice President Operations Italy di Minor Hotels, i giovani non sono «un problema da risolvere, ma una grande opportunità da far sbocciare. Una responsabilità che chiama in causa le imprese: offrire possibilità concrete è una condizione necessaria affinché le nuove generazioni possano riconoscersi nel settore e contribuire al suo futuro».

Il panel Esistere senza filtri sul palco del TTG Travel Experience 2026 di Rimini, con manager dell’hotellerie e studenti
Il panel “Esistere senza filtri” al TTG Travel Experience di Rimini, 14 ottobre 2026.

La voce degli studenti

A rendere il confronto particolarmente significativo è stata la voce degli studenti del corso di laurea. «Abbiamo l’impegno e la passione», ha spiegato Erika Dalla Costa, «ciò che chiediamo è un team che ci formi, ci dia una direzione chiara e ci offra la possibilità di sviluppare le nostre competenze vedendole poi riconosciute».

Marcello Frigato ha richiamato l’importanza dell’ambiente lavorativo: i giovani chiedono fiducia e rispetto e sono pronti a dimostrare il proprio valore. Ileana Difonzo ha insistito sulla necessità di chiarezza già dal primo colloquio: «Metteteci alla prova, dateci la vostra fiducia, e vi dimostreremo sul campo che siamo risorse affidabili al cento per cento».

Camilla Lion ha sfatato uno dei falsi miti sulle nuove generazioni, dipinte come poco inclini alla fatica: «Siamo pronti a fare i sacrifici richiesti dall’operatività, come lavorare nei weekend, ma abbiamo bisogno di vederne la direzione e sapere esattamente dove ci porterà il nostro impegno». Per Iadi Andrea Franzin, infine, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra scuole e imprese: «Abbiamo bisogno di vivere l’azienda in prima persona per entrare veramente nella mentalità e nei valori dell’eccellenza dell’ospitalità italiana».

Un nuovo patto generazionale

Per Nicola Romanelli, fondatore e Strategy Lead di Travel Hashtag Advisory, altro moderatore del panel, il turismo offre opportunità di sviluppo professionale ampie e trasversali: «È forse uno dei pochi settori che, a livello di percorsi all’interno della filiera, offre opportunità di sviluppo».

«Il sangue del turismo sono i giovani e le persone che si dedicano a rendere accogliente la vita», ha concluso Graziano Debellini, presidente di TH Resorts e della Scuola Italiana di Ospitalità. «C’è bisogno di raccontare ai ragazzi che servire è una cosa bella, non squalificante, ma un dono grande».

La direzione condivisa: per rendere l’ospitalità attrattiva non basta raccontarne le opportunità. Occorre tradurle in esperienze concrete, investendo nella formazione, nella qualità delle relazioni e in percorsi professionali credibili. Un nuovo patto generazionale che parte dall’ascolto e dalla responsabilità reciproca, perché i giovani non siano soltanto persone da reclutare, ma talenti da accompagnare nella crescita.
Dati sul lavoro nel turismo: Sistema informativo Excelsior, Unioncamere.